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Per saperne di più

influenza-anteprima-200x191-251302Che cosa mangiare quando si è influenzati?

La dieta ideale è leggera, digeribile e al contempo nutriente. Da evitare quindi i fritti, il burro, gli insaccati e i dolci troppo elaborati. Via libera invece ai cibi ricchi di vitamine, frutta e verdura, fresca o cotta al vapore. Ma come si fa a mangiare la frutta se la gola è irritata e si fa fatica a deglutire? Semplice, si può centrifugare e frullare a piacere dandola precedenza a quei prodotti della terra che contengono tanta vitamina Cpiatto-pronto-terrina-verdura2 (agrumi, kiwi, frutti di bosco).

Passando alle verdure, di sicuro i broccoli contengono molta vitamina C, così come i cavoli. Utile e sano anche il brodo di pollo, che fornisce proteine e tanti liquidi. Anche il pesce e le uova vanno bene, come fonti proteiche. Infine non sottovalutare i rimedi della nonna: latte caldo, miele, tè e tisane.

bambino influenzaMal di gola, malessere generale, naso tappapattissimo. Sarà influenza? Non è detto, potrebbe essere un semplice raffreddore. Entrambe malattie sono causate da virus. Ma, se esistono più di 200 virus responsabili del raffreddore, a provocare l’influenza sono soltanto tre ceppi: virus influenzali A, B e C.

Vediamo le differenze: nel raffreddore naso intasato/gocciolante e gola arrossata insorgono con gradualità e in genere la temperatura del corpo non si alza molto, quasi mai supera i 38°C. La febbre è proprio uno dei sintomi distintivi dell’influenza, a tutte le età, anche se nei bambini tende ad essere più elevata, arrivando facilmente tra i 39,5 e i 40°C. Inoltre, in caso di influenza, febbre, tremori, gola irritata e dolori muscolari insorgono più rapidamente e sono più forti rispetto al raffreddore. A volte possono insorgere vomito e diarrea.

estratto da Sapere&Salute

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Estratto da IL PICCOLO di giovedì 24 Gennaio

Il sole è un prezioso alleato della nostra salute e del nostro benessere: ha effetti positivi sull’umore e su alcuni problemi legati alla pelle. I dermatologi ricordano che i raggi del sole stimolano la produzione di vitamina D indispensabile per la salute delle ossa.

Piccoli accorgimenti ti permettono di goderti il sole in tutta serenità!

  • Non fare bagni di sole fin dal primo giorno, l’esposizione dev’essere graduale. Per questo, soprattutto i primi giorni, meglio scegliere le ore della giornata in cui il sole è meno intenso: la mattina dalle 8 alle 11, il pomeriggio dopo le 17. Non avere fretta di abbronzarti rapidamente!
  • Non usare profumi e deodoranti durante l’esposizione al sole: con l’azione diretta del sole, infatti, essi possono provocare eritemi e scottature. Se si sta seguendo una terapia farmacologica, poi, è bene consultare il proprio medico poiché in alcuni casi è meglio non stare al sole (antibiotici).
  • La protezione solare va applicata prima di esporsi al sole (almeno mezz’ora prima), dopo essersi bagnati (perchè l’acqua lava via la crema) e durante la giornata, se l’esposizione al sole è prolungata. Applicare una crema idratante a fine giornata per ridare nutrimento alla pelle.
  • Bere molti liquidi per evitare fenomeni di disidratazione: in questo modo si integrano i sali minerali persi con la sudorazione e si aiuta la pelle a mantenersi elastica.
  • Non stare fermi sotto al sole per troppo tempo, imitando le lucertole che incamerano calore, applicare una protezione, muoversi e svolgere delle attività sulla spiaggia.
  • Si deve prestare attenzione all’esposizione dei più piccoli, non devono stare al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 16), necessitano di una protezione più elevata, devono proteggere il capo, le orecchie, il viso e la nuca indossando un cappello, gli occhi con gli occhiali da sole ed il corpo con una maglietta asciutta perchè gli indumenti bagnati proteggono di meno.
  • L’azione del sole d’estate è sempre presente, anche quando non ce ne accorgiamo, non solo sulla spiaggia ma anche in città, in montagna o mentre si svolgono attività quotidiane all’aperto: è opportuno proteggersi sempre dal sole.
  • Le donne incinta devono porre particolare attenzione sia agli effetti del sole sulla pelle – le macchie scure che si formano sul volto (la cosiddetta maschera della gravidanza) rischiano di essere più marcate dall’effetto del sole, che alle conseguenze del caldo – abbassamento di pressione, fastidio alle gambe.
  • Le persone anziane devono evitare di stare fuori nelle ore più calde della giornata, bere molto per integrare i liquidi persi – molti non avvertono l’esigenza di bere e finiscono per dimenticarsene; mangiare cibi leggeri.

BUON SOLE !

Problema Cosa fare Cosa NON fare
Contatto con meduse, ricci di mare spugne
  • In seguito al contatto della cute con meduse, ricci mare, stelle di mare, spugne, si manifesta una reazione cutanea dolorosa urticante.
  • rimozione pronta e accurata di tentacoli o spicule rimaste adese alla pelle, proteggendo le mani con un fazzoletto di carta o un panno.
  • lavare la regione interessata in acqua salata tiepida.
  • disinfettare la ferita con soluzione di bicarbonato.
  • assumere antistaminici per via orale e applicare un anestetico locale o un cortisonico.
  • nelle forme più severe interpellare un medico per la somministrazione di cortisone per via intramuscolare.
  • lavare la regione interessata con acqua dolce.
  • applicare localmente ammoniaca, ghiaccio, aceto, sabbia.
  • strofinare o grattare la pelle per evitare la liberazione e la diffusione delle sostanze tossiche
Otite barotraumatica
  • Le conseguenze d una modificazione della pressione esterna, come si verifica per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subaquee, si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito.
  •  sospendere l’attività natatoria subacquea fino a completa guarigione.
  • assumere farmaci antinfiammatori per via locale o generale.
  • richiedere una valutazione specialistica in caso di persistenza della sintomatologia (perforazione timpanica, sovrainfezione batterica).
  •  continuare le immersioni subacquee.
  • terapia iperbarica.
Punture d’insetto
  • Le punture d’insetto (api, vespe, calabroni, mosche, pulci, ragni) possono indurre localmente una tumefazione infiammatoria dolorosa. In alcuni soggetti particolarmente sensibili si possono manifestare reazioni generali anche gravi. Le punture multiple con reazione grave e rapidamente evolutive, le punture a livello del cavo orale, della gola e del tragitto di vasi venosi, le punture con febbre, difficoltà respiratorie, edema della lingua o del viso, richiedono il ricovero urgente. Le misure indicate vanno adottate sopratutto quando si soggiorna in aree in cui è presente la malaria.
  • soggiornare in ambienti muniti di ventilatori o dotati di aria condizionata perchè costituiscono un habitat inospitale per le zanzare.
  • utilizzare preparati ad attività repellente per gli insetti a base di DEET (dietil-3-metilbenzamide) sotto forma di spray, crema, vaporizzatore, stick, lozione, da applicare su braccia, gambe, cute scoperta e anche su vestiti.
  • usare nelle stanze serpentine che vaporizzano piastrine contenenti piretroidi.
  • disporre le zanzariere attorno al letto, possibilmente impregnate di permetrina. Tale sostanza può essere usata anche sugli indumenti.
  • Per chi preferisce ricorrere a misure preventive di tipo omeopatico, si consiglia Ledum Palustre 7CH 5 granuli, una volta al dì.
  • Le ore del tramonto sono le preferite dalle zanzare.
  •  evitare il contatto delle sostanze repellenti con occhi e ferite. Non usare tali sostanze al di sotto dei 2 anni.
  • Evitare vestiti scuri profumi e dopobarba in quanto attraggono le zanzare.
 Morso di animale e di serpente
  • Il morso di cani, gatti, lupi, volpi, pipistrelli, bovini può trasmettere il virus della rabbia. Dal momento che il virus viene eliminato per mezzo della saliva, la rabbia può essere contratta anche con il semplice leccamento o con un graffio. La vipera e i serpenti preferiscono i luoghi caldi e aridi, nascondendosi tra sassi e cespugli. Segno caratteristico del morso di vipera è la presenza di 2 puntini distanti 6-8 mm in una zona dolorosa, edematosa e arrossata.
  •  preferire calzature alte per evitare morsi di animali e serpenti.
  • in caso di morso di animale pulire e lavare accuratamente la ferita con acqua e sapone.
  • rivolgersi al Pronto Soccorso ospedaliero per la somministrazione di immunoglobuline umane antirabbiche, da iniettare in gran parte della regione della ferita e il rimanente per via intramuscolare, più il vaccino antirabbico secondo la sequenza appropriata.
  • nel morso di vipera detergere e disinfettare la ferita, immobilizzare l’arto colpito e trasportare il soggetto, per evitare che la contrazione muscolare diffonda il veleno. Il bendaggio stretto va applicato 15 cm sopra la zona del morso, in modo da bloccare il deflusso del sangue superficiale.
  • in caso di morso di vipera trasportare quanto prima il soggetto in ospedale per valutare la sintomatologia e stabilire l’opportunità di somministrare il siero antiofidico od altra terapia.
  •  evitare ogni contatto anche con animali domestici.
  • non spostare tronchi o massi a mani nude, nè raccogliere rami secchi o introdurre le mani in buche o fessure.
  • evitare l’incisione fra i forellini e la suzione locale (morso di vipera) per evitare lesioni nervose, facilitare l’infezione o favorire la propagazione (anche ad altra persona) del veleno.
 Oftalmia solare
  • Si tratta di una cheratite da UV che si manifesta 6-8 ore dopo l’esposizione agli ultravioletti (mare, montagna, superfici riflettente) con dolore intenso, sensazione di corpo estraneo, fastidio per la luce, prurito, lacrimazione, arrossamento centrale dell’occhio e spasmo della palpebra. L’esposizione prolungata può comportare un danno corneale permanente.
  • attuare la prevenzione con l’uso di lenti schermanti che filtrano almeno l’ 80% degli UV ricorrendo anche ad occhiali con alette laterali.
  • utilizzare impacchi d’acqua.
  • instillare colliri a base decongestionante oppure con camomilla ed eufrasia.
  • continuare l’esposizione alle radiazioni ultraviolette anche se si usa un collirio.
Insolazione
  • E’ la conseguenza di una prolungata esposizione del corpo ai raggi solari (colpo di sole). Si tratta di un’evenienza grave in quanto all’azione del calore sull’ intero organismo si aggiunge l’effetto dei raggi solari sui vasi cerebrali che si manifesta con cefalea e vertigini, seguita da manifestazioni più gravi come allucinazioni, convulsioni, perdita di coscienza. Bambini e anziani sono i soggetti maggiormente a rischio.
  • il primo provvedimento consiste nel mettere il soggetto al riparo dal sole.
  • avvolgere il soggetto in vesti o lenzuola bagnate in acqua fredda.
  • somministrare liquidi abbondanti (non ghiacciati) ed eventualmente antinfiammatori o antipiretici.
  • somministrare alcolici

Fonte:

rivista “Farmacia Al Corso – Trieste” – numero: Estate 2012

La Tua Farmacia – Tecniche Nuove

La somministrazione di vaccini (immunoprofilassi), è effettuata per aumentare le difese immunitarie di un individuo. La difesa di lungo periodo da una determinata malattia non riguarda solamente chi è stato vaccinato: infatti vi è una riduzione della circolazione dell’agente che ha determinato quella malattia, quindi riduzione di possibilità di infezione anche per i contatti del vaccinato. Questo ha una immediata ricaduta anche sulla spesa pubblica, con un minor numero di infetti e complicazioni, ospedalizzazioni, giorni di assenza dal lavoro.

Gli obiettivi possibili delle campagne di vaccinazione variano da un livello minimo, come controllare la diffusione di una malattia, a quello massimo, cioè eradicare completamente una malattia da una certa regione o area. L’eradicazione completa di una malattia è attuabile qualora le politiche vaccinali dei vari Paesi concordino: questo è ad esempio quello che è successo per il vaiolo. Esiste anche la possibilità di associare o di combinare tra loro differenti vaccini, ossia unire più vaccini nella stessa seduta e nella stessa fiala. Questo ha, oltre ai vantaggi evidenti a livello di compliance (la riduzione del numero delle sedute vaccinali aumenta la possibilità di seguire in maniera corretta il programma vaccinale), anche un’utilità a livello dello stato immunitario. Infatti, l’unione di più vaccini contemporaneamente può rendere più efficace la risposta immunitaria, come succede per il vaccino esavalente che viene effettuato nel terzo mese di vita (anti difterite, tetano, pertosse, Haemophilus, epatite B e poliomielite) o quello trivalente (morbillo, rosolia, parotite) somministrato all’anno di età.

Reazioni avverse

Gli effetti indesiderati correlati alla somministrazione di vaccini attualmente raccomandati e obbligatori sono estremamente limitati, a differenza di quanto avveniva nei primi anni di diffusione e promozione delle vaccinazioni. Attualmente possiamo affermare che i vaccini sono ben tollerati. Esistono naturalmente delle manifestazioni che possono comparire, che è giusto conoscere per non esser sorpresi o spaventati. Reazioni a breve termine e locali sono la comparsa di dolore e tumefazione in sede di inoculazione, dovute non tanto al vaccino in sè quanto ai componenti della soluzione veicolante. Reazioni a breve termine e sistemiche, sempre estremamente limitate, sono costituite da rialzo febbrile, malessere, irritabilità, in rari casi esantema. Lo shock anafilattico, per fortuna, può essere considerato un evento eccezionale. Le complicanze sono spesso dovute non alle caratteristiche proprie del vaccino, ma a situazioni di alterata reattività del soggetto che è stato vaccinato. E’ stato verificato che, con i vaccini attualmente in uso, le complicanze si sono ridotte di circa 1000 volte rispetto a quello che succedeva nei primi anni dei programmi vaccinali, con vaccini che erano costitutivamente diversi da quelli attuali.

Cosa fare in caso di reazioni avverse?

In caso di febbre, è bene intervenire solo quando la temperatura febbrile supera i 38,5°C rettali o i 38°C esterni. In tali condizioni si procede come da consuetudine, vale a dire reidratando il bambino, facendogli bere acqua poco e spesso, rinfrescando l’ambiente, non coprendolo troppo e somministrando un antipiretico. Generalmente viene raccomandato l’uso di paracetamolo alla dose di 10-15 mg per kg per via orale. Qualora si utilizzi la via rettale, la dose è compresa tra 15-20 mg per Kg, ripetuta ogni sei ore.

In caso di reazioni locali, può essere utile l’applicazione di ghiaccio o di un panno bagnato, per ridurre l’infiammazione ed eventualmente anche l’uso di paracetamolo per la sua azione antidolorifica, se il bambino lamenta dolore. Il vaccino anti difterite-tetano-pertosse può causare, nel sito d’iniezione, a distanza di 24 ore, la formazione di un piccolo nodulo, lievemente dolente. La risoluzione nel tempo è completa; anche in questo caso, se il bambino lamenta dolore, può essere utilizzato paracetamolo.

Controindicazioni

Parlando con molte mamme o nonne, rileviamo una grande confusione per quanto riguarda le controindicazioni alla somministrazione dei vaccini. Le più diffuse “false controindicazioni”, ossia quelle condizioni patologiche o fisiologiche che non costituiscono un impedimento al proseguimento del programma vaccinale, sono le seguenti:

1. affezioni minori, come le affezioni alle prime vie respiratorie con temperatura inferiore ai 38,5°C

2. allergie, tranne i casi di accertata intolleranza al vaccino

3. dermatite atopica o altre manifestazioni eczematose o infezioni cutanee localizzate

4. terapia con antibiotici sia orali che iniettivi o terapie cortisoniche per uso locale

5. diabete insulino-dipendente

6. malattie croniche del cuore, dei polmoni, del fegato, dei reni

7. convulsioni febbrili e non sia a livello familiare che personale

8. malattie neurologiche non evolutive

9. prematurità e immaturità

10. malnutrizione

11. allattamento al seno

Ovviamente esistono delle patologie o condizioni gravi che controindicano le vaccinazioni, come ad esempio malattie acute febbrili, immunodeficienze primarie o dovute a chemioterapia, ma in questi casi saranno gli stessi specialisti che hanno in cura il paziente a sconsigliare le vaccinazioni.

In caso di terapie con cortisonici sistemici, è bene attendere alcuni giorni dalla sospensione del trattamento prima di procedere con la vaccinazione, mentre terapie topiche, anche se di lunga durata, non richiedono sospensioni.

Spesso sentiamo dire: “Vaccinare i bambini contro le malattie quali morbillo, rosolia, varicella etc non serve a nulla, noi adulti le abbiamo avute e siamo cresciuti sani e forti!”.  Non dimentichiamo che contrarre una di queste malattie espone la persona ad una percentuale di rischio di incorrere in complicazioni nettamente superiore all’ipotetico rischio di effetti collaterali dal vaccino. Inoltre, ragionando sempre per ipotesi, non possiamo sapere con chi verrà a contatto il nostro bambino che sta incubando, ad esempio, la rosolia: e se la trasmettesse ad una donna in dolce attesa non protetta, esponendo a rischi altissimi sia lei che il feto? Da ultimo, e concludiamo, contrarre queste malattie da adulti ha un costo elevato, sia in termini di salute (da adulti non sempre si ha il tempo per curarsi come si deve…) che economici (giorni di lavoro persi).

ORARIO – WORK HOUR

Lunedì - Monday
dalle 16 alle 20

da Martedì a Sabato
from Tuesday to Saturday

dalle 8.30 alle 13
dalle 16 alle 20

(orario estivo)

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