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Per saperne di più

Iniziamo sfatando un mito.

Il freddo, di per sé, non fa venire il raffreddore. Nonostante la denominazione che è stata attribuita a questo disturbo, non è scientificamente dimostrato che sia direttamente collegato ad un abbassamento delle temperature. È stato invece accertato che generalmente il raffreddore è dovuto a piccole infezioni virali, che coinvolgono almeno cinque diverse famiglie di virus, tra cui quella dei Rhinovirus (30-40% dei raffreddori).

La relazione tra bruschi sbalzi di temperatura e umidità, sta nel fatto che l’attacco dei virus può essere favorito da essi; come pure da tutte le situazioni che mettono in difficoltà i meccanismi di difesa delle vie respiratorie. Quindi, un raffreddore può anche essere un segnale che l’organismo è in una situazione di stress, che può includere agenti esterni (“cambi di stagione”, inquinamento, fumo di sigaretta) ma anche interni, come affaticamento, carenze nutrizionali, patologie concomitanti. Ovvero, tutte quelle condizioni che rendono le nostre difese più vulnerabili.

I virus respiratori comunemente coinvolti hanno un periodo d’incubazione di 1-4 giorni, dopo di che compare improvvisamente una sensazione di gola secca e infiammata, diventano più frequenti gli starnuti e aumentano le secrezioni nasali, dapprima acquose e, dopo 1-3 giorni, dense e giallastre (mucopurulenta). Compaiono quindi ostruzione nasale (naso chiuso), bruciore agli occhi (lacrimazione) e mal di testa. Normalmente, dopo 6-7 giorni il raffreddore si risolve da sé. Sintomi più importanti, quali febbre, inappetenza, mal d’orecchi, vomito e diarrea sono solitamente riscontrabili solo nei bambini più piccoli e possono essere comunque un segno di complicanze. Attenzione, in particolare, alla presenza di muco molto denso e giallastro, febbre >38 °C, tosse e forte mal di testa localizzato alla fronte, ai lati del naso o nelle fosse oculari.

Indipendentemente dal rischio di complicazioni, il raffreddore è un onere importante per la società, soprattutto per i giorni di assenza da scuola. Si consideri infatti che i bambini in età prescolare incorrono in media in 4-8 episodi di raffreddore all’anno. Mentre nei bambini in età scolare e negli adulti la media si attesta sui 2-5 episodi.

Cosa consigliare

  • Soffiare frequentemente il naso per espellere le secrezioni.
  • Usare precauzioni igieniche: fazzoletti usa e getta, lavarsi frequentemente le mani. Per comprendere l’importanza di questa ultima misura basti pensare che ogni 5 minuti – in media – ci portiamo le mani al viso 3 volte e in un’ora ci tocchiamo il naso 5 volte…
  • Adottare una dieta leggera, con tanti liquidi, soprattutto spremute di agrumi.
  • Non esiste un vaccino contro il virus del raffreddore, ma frequenti attacchi di raffreddore sono comunque un segnale di maggiore suscettibilità alle infezioni virali respiratorie, può essere quindi opportuno consigliare la vaccinazione antinfluenzale. Ciò vale soprattutto per le persone “a rischio”, quali gli anziani, i bambini molto piccoli e, in generale, le persone affette da malattie croniche.
  • Rimanere a riposo soprattutto se… i sintomi sono dal collo in giù, ovvero se sono presenti tosse, muco bronchiale e dolori muscolari.
  • Come sintomatici, oltre ai FANS, possono essere utili decongestionanti nasali, antistaminici, antibatterici, oli ed essenze (fumenti) e fluidificanti del muco.
  • Nei lattanti e nei bambini piccoli, che non sono in grado di soffiarsi il naso, è indicato il lavaggio delle fosse nasali, con soluzione fisiologica acqua marina o acqua termale sulfurea, sia per favorire la respirazione sia per prevenire ulteriori complicazioni, come l’otite
  • Possibilmente, evitare di frequentare luoghi chiusi e affollati.
  • Evitare tutto ciò che indebolisce le prime difese delle vie respiratorie. In particolare: alcolici, sigarette, esposizione a fumi o polveri irritanti.

La nostra farmacia è a disposizione per qualsiasi chiarimento e per consigliarti la terapia opportuna.

influenza-anteprima-200x191-251302Che cosa mangiare quando si è influenzati?

La dieta ideale è leggera, digeribile e al contempo nutriente. Da evitare quindi i fritti, il burro, gli insaccati e i dolci troppo elaborati. Via libera invece ai cibi ricchi di vitamine, frutta e verdura, fresca o cotta al vapore. Ma come si fa a mangiare la frutta se la gola è irritata e si fa fatica a deglutire? Semplice, si può centrifugare e frullare a piacere dandola precedenza a quei prodotti della terra che contengono tanta vitamina Cpiatto-pronto-terrina-verdura2 (agrumi, kiwi, frutti di bosco).

Passando alle verdure, di sicuro i broccoli contengono molta vitamina C, così come i cavoli. Utile e sano anche il brodo di pollo, che fornisce proteine e tanti liquidi. Anche il pesce e le uova vanno bene, come fonti proteiche. Infine non sottovalutare i rimedi della nonna: latte caldo, miele, tè e tisane.

bambino influenzaMal di gola, malessere generale, naso tappapattissimo. Sarà influenza? Non è detto, potrebbe essere un semplice raffreddore. Entrambe malattie sono causate da virus. Ma, se esistono più di 200 virus responsabili del raffreddore, a provocare l’influenza sono soltanto tre ceppi: virus influenzali A, B e C.

Vediamo le differenze: nel raffreddore naso intasato/gocciolante e gola arrossata insorgono con gradualità e in genere la temperatura del corpo non si alza molto, quasi mai supera i 38°C. La febbre è proprio uno dei sintomi distintivi dell’influenza, a tutte le età, anche se nei bambini tende ad essere più elevata, arrivando facilmente tra i 39,5 e i 40°C. Inoltre, in caso di influenza, febbre, tremori, gola irritata e dolori muscolari insorgono più rapidamente e sono più forti rispetto al raffreddore. A volte possono insorgere vomito e diarrea.

estratto da Sapere&Salute

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Estratto da IL PICCOLO di giovedì 24 Gennaio

Il sole è un prezioso alleato della nostra salute e del nostro benessere: ha effetti positivi sull’umore e su alcuni problemi legati alla pelle. I dermatologi ricordano che i raggi del sole stimolano la produzione di vitamina D indispensabile per la salute delle ossa.

Piccoli accorgimenti ti permettono di goderti il sole in tutta serenità!

  • Non fare bagni di sole fin dal primo giorno, l’esposizione dev’essere graduale. Per questo, soprattutto i primi giorni, meglio scegliere le ore della giornata in cui il sole è meno intenso: la mattina dalle 8 alle 11, il pomeriggio dopo le 17. Non avere fretta di abbronzarti rapidamente!
  • Non usare profumi e deodoranti durante l’esposizione al sole: con l’azione diretta del sole, infatti, essi possono provocare eritemi e scottature. Se si sta seguendo una terapia farmacologica, poi, è bene consultare il proprio medico poiché in alcuni casi è meglio non stare al sole (antibiotici).
  • La protezione solare va applicata prima di esporsi al sole (almeno mezz’ora prima), dopo essersi bagnati (perchè l’acqua lava via la crema) e durante la giornata, se l’esposizione al sole è prolungata. Applicare una crema idratante a fine giornata per ridare nutrimento alla pelle.
  • Bere molti liquidi per evitare fenomeni di disidratazione: in questo modo si integrano i sali minerali persi con la sudorazione e si aiuta la pelle a mantenersi elastica.
  • Non stare fermi sotto al sole per troppo tempo, imitando le lucertole che incamerano calore, applicare una protezione, muoversi e svolgere delle attività sulla spiaggia.
  • Si deve prestare attenzione all’esposizione dei più piccoli, non devono stare al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 16), necessitano di una protezione più elevata, devono proteggere il capo, le orecchie, il viso e la nuca indossando un cappello, gli occhi con gli occhiali da sole ed il corpo con una maglietta asciutta perchè gli indumenti bagnati proteggono di meno.
  • L’azione del sole d’estate è sempre presente, anche quando non ce ne accorgiamo, non solo sulla spiaggia ma anche in città, in montagna o mentre si svolgono attività quotidiane all’aperto: è opportuno proteggersi sempre dal sole.
  • Le donne incinta devono porre particolare attenzione sia agli effetti del sole sulla pelle – le macchie scure che si formano sul volto (la cosiddetta maschera della gravidanza) rischiano di essere più marcate dall’effetto del sole, che alle conseguenze del caldo – abbassamento di pressione, fastidio alle gambe.
  • Le persone anziane devono evitare di stare fuori nelle ore più calde della giornata, bere molto per integrare i liquidi persi – molti non avvertono l’esigenza di bere e finiscono per dimenticarsene; mangiare cibi leggeri.

BUON SOLE !

Problema Cosa fare Cosa NON fare
Contatto con meduse, ricci di mare spugne
  • In seguito al contatto della cute con meduse, ricci mare, stelle di mare, spugne, si manifesta una reazione cutanea dolorosa urticante.
  • rimozione pronta e accurata di tentacoli o spicule rimaste adese alla pelle, proteggendo le mani con un fazzoletto di carta o un panno.
  • lavare la regione interessata in acqua salata tiepida.
  • disinfettare la ferita con soluzione di bicarbonato.
  • assumere antistaminici per via orale e applicare un anestetico locale o un cortisonico.
  • nelle forme più severe interpellare un medico per la somministrazione di cortisone per via intramuscolare.
  • lavare la regione interessata con acqua dolce.
  • applicare localmente ammoniaca, ghiaccio, aceto, sabbia.
  • strofinare o grattare la pelle per evitare la liberazione e la diffusione delle sostanze tossiche
Otite barotraumatica
  • Le conseguenze d una modificazione della pressione esterna, come si verifica per le ripetute variazioni di quota durante un viaggio aereo o in seguito a immersioni subaquee, si manifestano principalmente a livello dell’orecchio medio con dolore, acufeni, calo dell’udito.
  •  sospendere l’attività natatoria subacquea fino a completa guarigione.
  • assumere farmaci antinfiammatori per via locale o generale.
  • richiedere una valutazione specialistica in caso di persistenza della sintomatologia (perforazione timpanica, sovrainfezione batterica).
  •  continuare le immersioni subacquee.
  • terapia iperbarica.
Punture d’insetto
  • Le punture d’insetto (api, vespe, calabroni, mosche, pulci, ragni) possono indurre localmente una tumefazione infiammatoria dolorosa. In alcuni soggetti particolarmente sensibili si possono manifestare reazioni generali anche gravi. Le punture multiple con reazione grave e rapidamente evolutive, le punture a livello del cavo orale, della gola e del tragitto di vasi venosi, le punture con febbre, difficoltà respiratorie, edema della lingua o del viso, richiedono il ricovero urgente. Le misure indicate vanno adottate sopratutto quando si soggiorna in aree in cui è presente la malaria.
  • soggiornare in ambienti muniti di ventilatori o dotati di aria condizionata perchè costituiscono un habitat inospitale per le zanzare.
  • utilizzare preparati ad attività repellente per gli insetti a base di DEET (dietil-3-metilbenzamide) sotto forma di spray, crema, vaporizzatore, stick, lozione, da applicare su braccia, gambe, cute scoperta e anche su vestiti.
  • usare nelle stanze serpentine che vaporizzano piastrine contenenti piretroidi.
  • disporre le zanzariere attorno al letto, possibilmente impregnate di permetrina. Tale sostanza può essere usata anche sugli indumenti.
  • Per chi preferisce ricorrere a misure preventive di tipo omeopatico, si consiglia Ledum Palustre 7CH 5 granuli, una volta al dì.
  • Le ore del tramonto sono le preferite dalle zanzare.
  •  evitare il contatto delle sostanze repellenti con occhi e ferite. Non usare tali sostanze al di sotto dei 2 anni.
  • Evitare vestiti scuri profumi e dopobarba in quanto attraggono le zanzare.
 Morso di animale e di serpente
  • Il morso di cani, gatti, lupi, volpi, pipistrelli, bovini può trasmettere il virus della rabbia. Dal momento che il virus viene eliminato per mezzo della saliva, la rabbia può essere contratta anche con il semplice leccamento o con un graffio. La vipera e i serpenti preferiscono i luoghi caldi e aridi, nascondendosi tra sassi e cespugli. Segno caratteristico del morso di vipera è la presenza di 2 puntini distanti 6-8 mm in una zona dolorosa, edematosa e arrossata.
  •  preferire calzature alte per evitare morsi di animali e serpenti.
  • in caso di morso di animale pulire e lavare accuratamente la ferita con acqua e sapone.
  • rivolgersi al Pronto Soccorso ospedaliero per la somministrazione di immunoglobuline umane antirabbiche, da iniettare in gran parte della regione della ferita e il rimanente per via intramuscolare, più il vaccino antirabbico secondo la sequenza appropriata.
  • nel morso di vipera detergere e disinfettare la ferita, immobilizzare l’arto colpito e trasportare il soggetto, per evitare che la contrazione muscolare diffonda il veleno. Il bendaggio stretto va applicato 15 cm sopra la zona del morso, in modo da bloccare il deflusso del sangue superficiale.
  • in caso di morso di vipera trasportare quanto prima il soggetto in ospedale per valutare la sintomatologia e stabilire l’opportunità di somministrare il siero antiofidico od altra terapia.
  •  evitare ogni contatto anche con animali domestici.
  • non spostare tronchi o massi a mani nude, nè raccogliere rami secchi o introdurre le mani in buche o fessure.
  • evitare l’incisione fra i forellini e la suzione locale (morso di vipera) per evitare lesioni nervose, facilitare l’infezione o favorire la propagazione (anche ad altra persona) del veleno.
 Oftalmia solare
  • Si tratta di una cheratite da UV che si manifesta 6-8 ore dopo l’esposizione agli ultravioletti (mare, montagna, superfici riflettente) con dolore intenso, sensazione di corpo estraneo, fastidio per la luce, prurito, lacrimazione, arrossamento centrale dell’occhio e spasmo della palpebra. L’esposizione prolungata può comportare un danno corneale permanente.
  • attuare la prevenzione con l’uso di lenti schermanti che filtrano almeno l’ 80% degli UV ricorrendo anche ad occhiali con alette laterali.
  • utilizzare impacchi d’acqua.
  • instillare colliri a base decongestionante oppure con camomilla ed eufrasia.
  • continuare l’esposizione alle radiazioni ultraviolette anche se si usa un collirio.
Insolazione
  • E’ la conseguenza di una prolungata esposizione del corpo ai raggi solari (colpo di sole). Si tratta di un’evenienza grave in quanto all’azione del calore sull’ intero organismo si aggiunge l’effetto dei raggi solari sui vasi cerebrali che si manifesta con cefalea e vertigini, seguita da manifestazioni più gravi come allucinazioni, convulsioni, perdita di coscienza. Bambini e anziani sono i soggetti maggiormente a rischio.
  • il primo provvedimento consiste nel mettere il soggetto al riparo dal sole.
  • avvolgere il soggetto in vesti o lenzuola bagnate in acqua fredda.
  • somministrare liquidi abbondanti (non ghiacciati) ed eventualmente antinfiammatori o antipiretici.
  • somministrare alcolici

Fonte:

rivista “Farmacia Al Corso – Trieste” – numero: Estate 2012

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